E'
questa logica sociale che è criminale !
Il mattino del 6 febbraio Werner Braeuner, disoccupato di Verden, nella regione
di Brema (Germania), ha ucciso Klaus Herzberg, responsabile dell'Arbeitsamt
(l'equivalente tedesco dell'ufficio di collocamento) locale, che aveva soppresso
le sue indennità, sua unica fonte di sopravvivenza. In
seguito è andato a consegnarsi alla polizia.
Chi
è Werner Braeuner ?
Werner, 46 anni, è un ingegnere, disoccupato da otto anni. Militava per
la riduzione del tempo di lavoro, per un reddito garantito, per una società di
individui liberi, non abbrutiti dal lavoro. Di frequente traduceva dei testi
venuti dalla Francia per le associazioni tedesche di disoccuapti. Era conosciuto
in Francia nell'ambiente dei militanti contro la disoccupazione per i suoi
interventi sulla lista di discussione AC Forum, per il suo senso dell'umorismo,
la sua ironia e la sua bontà, per il sentimento di rivolta che lo animava e il
suo francese ricco d'immagini. Non ha mai fatto nulla per rendersi simpatico
alla sinistra di governo. Le sue prese di posizione, critiche verso la prossimità
dei Verdi tedeschi rispetto alla lobby petrolifera e il produttivismo
socialdemocratico, spiegano a sufficienza il silenzio che circonda il suo caso.
Le sue idee erano discutibili, e spesso discusse nel movimento dei disoccupati,
ma incitavano alla riflessione e non lasciavano nessuno indifferente.
La stampa ha reso conto dell'avvenimento adottanto subito l'ipotesi della premeditazione. Il giornale locale e la Bild (faro della stampa-spazzatura tedesca), in particolare, troppo contenti di avere sottomano uno che potevano presentare come un estremista, un simbolo della lotta anticapitalista, si sono affrettati ad attribuirgli l'intenzione di impedire la conferenza stampa sulle cifre della disoccupazione che doveva aver luogo il giorno stesso all'Arbeitsamt locale. Così il procuratore non avrà che da seguire un binario tutto tracciato per costruire la sua requisitoria! Ora, moltissimi dettagli forniti dalla stampa sono totalmente fantasiosi, in particolare un preteso rapporto di amicizia che legava Werner al proprietario della stanza che questi affittava in un'ex-fattoria, e agli occhi del quale Werner passava molto tempo davanti al computer - e noi aggiungiamo: a discutere con i suoi amici ai quattro angoli dell'Europa - invece di cercare lavoro. Evidentemente, questi giornali si guardano bene dall'informare i loro lettori che in Germania ci sono 76.000 ingegneri disoccupati, la maggior parte dei quali della generazione di Werner, o dallo spiegare per quale ragione questi dovrebbero passare la maggior parte della loro vita alla ricerca diperata e disperante di un lavoro che non esiste.
Il contesto, les ragioni
Werner ha vissuto in questi ultimi anni una situazione particolarmente dura, che
l'ha reso fragile. Le difficoltà materiali, la mancanza di spazio nel suo
vecchio alloggio e l'accumularsi delle tensioni, lo hanno spinto a una
separazione forzata dalla sua compagna. Alcuni mesi prima della nascita della
loro bambina ha dovuto cercarsi una stanza in un paese vicino. In
luglio chiede uno stage di formazione, che gli viene accordato. Cinque mesi
dopo, verso la fine di novembre, demoralizzato per il fatto di stare senza far
niente la metà del tempo, decide di abbandonarlo dopo avere scritto - e reso
pubbliche - due lettere in cui spiega le sue ragioni a Herzberg, dalle decisioni
del quale dipende il mantenimento delle sue indennità. Ma Herzberg ha ricevuto
delle consegne da rispettare e sembra convinto della loro fondatezza, dato che
non tiene conto degli argomenti di Werner ed esprime l'intenzione di radiarlo
dalle liste quando questi lo incontra all'Arbeitsamt. Impantanato in una
situazione psicologica che si aggrava, sofferente di dolori violenti alla spina
dorsale, sommerso dalle beghe amministrative, verso la metà di gennaio Werner
viene anche minacciato di radiazione. All'inizio di febbraio riceve la
notifica che lo priva delle sue indennità. E' allora tentato dall'idea del
suicidio, come numerosi altri disoccupati in circostanze simili. Ma reagisce, e
la mattina del 6 febbraio, va incontro a Herzberg, l'uomo che nella sua vita
concreta incarna un sistema disumano. E' allora che, sopraffatto dal sentimento
dell'ingiustizia subita, incapace di trattenersi, lo colpisce a morte. Si è
rivoltato contro una macchina, ma ha ucciso un uomo. Ancora sotto lo choc
dell'atto compiuto, va alla polizia e più tardi rende la sua deposizione
davanti al giudice. Viene allora incarcerato e, per due mesi e mezzo, divide con
un altro detenuto una cella di 7 metri quadri e mezzo. E' a poco a poco che
realizza con orrore il disastro che ha provocato: la morte di un uomo, il dolore
della famiglia Herzberg e della sua, la disperazione che si abbatte sulla sua
donna e sua figlia.
Perchè occorre difenderlo
La storia di Werner assomiglia a molte storie di disoccupati cronici. Con la
perdita del lavoro le condizioni materiali di vita si deteriorano, si impone il
ricorso a soluzioni provvisorie che diventano durature, le relazioni intime si
fanno tese e poi si rompono... La società vi ha messo fra gli scarti, sta a voi
resistere come potete al sentimento di decadenza e di inutilità - Werner aveva
scelto l'azione militante e la riflessione collettiva per farvi fronte, scelta
che molti disoccupati francesi comprendono fin troppo bene. Ma oggi i governanti
di parecchi paesi europei pretendono in sovrappiù di farvi portare la
responsabilità della vostra situazione di disoccupato, imponendovi delle
soluzioni di " uscita " dalla disoccupazione che spesso sono peggiori
delle soluzioni di sopravvivenza con cui, bene o male, siete riusciti a volte a
trovare un minimo di equilibrio: lavori troppo precari e mal pagati per
permettervi di ritrovare un alloggio decente e rifarvi una vita, dei corsi di
formazione più o meno fasulli che vi sprofondano nel sentimento di non senso e
di inutilità e che, una volta arrivati alla fine, non garantiscono niente... E'
questa logica che si impone nel nome della " lotta contro la disoccupazione
" in Francia, attraverso consistenti radiazioni e misure come il PARE
(Piano di Aiuto per il ritorno all'Impiego), è questa stessa logica che si
impone in Germania, dove il governo, per risolvere il problema della
disoccupazione, come si era impegnato a fare al momento delle elezioni,
attualmente non sa proporre nient'altro di meglio che il controllo e la
repressione sui disoccupati, senza fornire alcuna soluzione di fondo. Come
stupirsi in questo contesto, in assenza di prospettive capaci di offrire uno
sbocco alla rivolta attraverso l'azione collettiva, che degli individui "
vadano di fuori " attaccandosi direttamente a coloro che si fanno gli
agenti più immediati di questa politica? Negli Stati Uniti la moltiplicazione
di questo genere di azioni è tale che comincia a diventare un fenomeno sociale.
Toccherà anche ai paesi europei, che scelgono di mascherare i problemi creati
da una polarizzazione sociale crescente aumentando gli obblighi che pesano sui
più poveri, e spingendoli all'esasperazione e alla disperazione? La violenza di
questa azione può ripugnare, ma è una reazione diretta contro la violenza subíta
e il senso di impotenza. Werner è il termometro di una tensione che cresce.
Purtroppo la giustizia rischia di far di tutto per evitare che la dimensione
sociale di questo atto sia sottolineata. Sta a noi fare in modo che non si possa
trattare come semplici casi giudiziari degli atti di questo genere, e mostrare
invece che sia la logica sociale che spinge uomini come Werner alla disperazione
ad essere criminale.
Werner ha già pagato durante gli otto lunghi anni di disoccupazione e di
marginalizzazzione che hanno preceduto il suo gesto. Sarebbe tanto più ingiusto
che venisse esercitata contro di lui una forma di " vendetta " che,
per di più, non renderà la vita a Herzberg. Il gesto di Werner ci riguarda
tutti - disoccupati, salariati, sfruttati e tutti quelli per cui l'esistenza, in
una società ricca, della miseria legata alla disoccupazione, resta e resterà
sempre scandalosa. Non lasciamolo cadere!
Voi potete scrivergli al seguente indirizzo (in tedesco, inglese o francese) :
Werner Braeuner, JVA MEPPEN, GRÜnfeldstr. 1, D-49716 meppen.